Le FAQ sull'elettrosmog di Antonio Petraglia



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Nuova: Quali sono i limiti previsti dai nuovi decreti attuativi della legge quadro 36/2001?

I decreti attuativi sono stati annunciati nel Febbraio 2003 e pubblicati a Luglio;

In poche parole:

- per le emissioni a radiofrequenza (radio-tv, telefonia, ecc.) restano confermati i limiti previsti dal DI 381/99 (vedi la relativa faq).

- per le emissioni a a bassa frequenza (elettrodotti, ecc.) abbiamo le seguenti modifiche rispetto al precedente DPCM del 23/4/92 (e successivo DPCM del 28/9/95)

- Induzione magnetica B (microTesla)
DPCM 23/04/92 1000
Limite di riferimento
100
Abitazioni
(parte significativa della giornata)
Decreti Attuativi Legge Quadro 36/2001 100
Limite di riferimento
10
Valore di attenzione (Abitazioni, parchi, scuole e luoghi > 4h pro die)
3
Obbiettivo di qualità (nuovi elettrodotti e piani di risanamento per quelli già esistenti)

Si abbassano, quindi, i precedenti valori limite. Va comunque notato che da parte di alcuni ambienti veniva proposto un valore di 0,2 microTesla come "Soglia di Attenzione Epidemiologica" (per i riferimenti vedi la prossima faq). Il principio di precauzione è quindi disatteso per le basse frequenze.

Inoltre, va ricordato che per valore di campo induzione magnetica si intende la mediana nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio; questo significa che non possono essere considerati gli sforamenti dei valori durante le ore di picco della giornata o dell'anno.


Nuova: vorrei approfondire potresti darmi alcuni riferimenti sul web?

Puoi partire dai seguenti siti:

www.who.int/peh-emf/en/ Il grande progetto dell’OMS sugli effetti del campo E.M.

www.niehs.nih.gov/emfrapid/booklet/results.htm FAQ autorevole sull’argomento.

www.elettrosmog.org Sito della WWF con un'ottima rassegna stampa.

www.verdeinrete.it/ondakiller Il sito italiano più agguerrito.

Che cos'è l'elettrosmog?

Per elettrosmog si intende la presenza nell'ambiente di campi elettromagnetici a frequenze non ionizzanti. Negli ultimi anni è stato oggetto di molta attenzione per i suoi possibili effetti sulla salute umana.

Da cosa è prodotto il campo elettromagnetico?

Esistono due gruppi di emissioni:

Emissioni naturali.

Il principale produttore è il Sole; la maggior parte della radiazione solare è comunque schermata dall'atmosfera. Sulla terra arrivano specialmente le frequenze ottiche.

Da qualche decennio, a causa dell'assottigliamento della fascia di ozono nell'atmosfera, è aumentata la quantità di radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terrestre.

Un altro famoso campo prodotto naturalmente è quello elettromagnetico, statico, prodotto dalla terra.

Nel caso delle emissioni naturali non si parla di solito di elettrosmog.

Emissioni Artificiali.

Si dividono a loro volta in due categorie:

  1. Emissioni prodotte da sorgenti in cui il campo è un prodotto spurio.

    Sorgenti tipiche sono:

  1. Sorgenti progettate per emettere campo (ad esempio nelle telecomunicazioni).

  2. Sorgenti tipiche:

Quanto emette l'oggetto x?

La risposta è complessa ed articolata. Comunque possiamo indicare alcune categorie:

  1. Elettrodomestici, macchinari, linee elettriche domestiche: producono campi anche notevoli, che però scemano velocemente (praticamente svaniscono a 50 cm dall'oggetto). Il problema principale di questi oggetti è la presenza continua in ambienti familiari.

  2. Elettrodotti: le linee ad altissima tensione producono campi degni di attenzione fino a qualche decina di metri di distanza dai fili.

  3. Telefonini, telecomandi, radiotrasmittenti e ricetrasmittenti: danno campi degni di attenzione fino a qualche decina di centimetri. Questo vale solo quando sono in funzione. Il problema è che per il loro uso bisogna avvicinarli al corpo.

  4. Antenne: sono accese, anche se con fluttuazioni nella potenza impiegata, 24 ore al giorno. Quelle per la telefonia cellulare hanno campi non trascurabili all'interno di qualche decina di metri. Quelle radiotelevisive si trovano concentrate spesso in zone con campi molto alti; alcune antenne ad onde medie possono avere raggi di attenzione di parecchie centinaia di metri o chilometri.

Cosa posso fare per diminuire i rischi?

Le risposte sono date in riferimento ai numeri dati sopra:

  1. Non sostare a lungo nei pressi degli elettrodomestici in funzione; usare apparecchi con motori elettrici per lo stretto tempo necessario, spegnere la termocoperta prima di mettersi a letto.

  2. Sono le situazioni più difficili. Occorre verificare il rischio con dei calcoli o una misura e, nel caso di rischio effettivo, allontanare la camera da letto quanto più possibile dalle linee, schermare le zone a soggiorno prolungato. Si sta ancora aspettando un decreto attuativo della famosa legge quadro, che fissi il tetto massimo a cui devono sottostare anche le emittenti a bassa frequenza.

  3. Usare tali oggetti con parsimonia. Per il telefonino, usare l'auricolare.

  4. In questo caso il DI 381/99 dà valori massimi, cautelativi per la salute, a cui tutte le emittenti devono sottostare: in caso di sforamento il gestore dell'emittente deve, a sue spese, mettersi “in conformità”.

Abbiamo chiamato una vostra squadra di misure ed avete misurato valori fuori norma. Comunque non siamo riusciti a far spegnere l'emittente.

La legge che regola le emittenti per la telefonia cellulare è il DL 381/99; esso prevede, nel caso di sforamento dei limiti, la cosiddetta “riduzione a conformità”. Nel vostro caso il gestore ha effettuato delle modifiche all'antenna ed alle potenze, che però devono sottostare ai limiti di legge; perciò potete stare tranquilli.

Chi mi garantisce che il gestore non cambi le potenze?

Molti regolamenti locali prevedono che ad ogni cambiamento nei parametri dell'emittente si effettui una nuova misura per verificare la compatibilità. I garanti di questo sono le ASL e le Agenzie Regionali Per lAmbiente (ARPA). Nel caso ci si senta particolarmente a rischio, forniamo (sia a sindaci che a privati condomini) un pacchetto di monitoraggi a scadenza periodica che fornisce il massimo delle garanzie.

Fate anche il monitoraggio 24 ore su 24? Quanto costa?

Sì. L'utilizzo di un kit di misurazione a tempo pieno ed il suo attacco in una rete di comunicazione, lo rendono abbastanza costoso, perciò consigliabile solo in luoghi particolarmente “sensibili” e di grande afflusso, come per esempio scuole, ospedali, ecc. Un limite di questo approccio è quello di essere concentrato solo in un punto (i campi considerati possono variare di parecchio a distanza di pochi metri).

Preferisco consigliare il pacchetto di monitoraggio periodico, che garantisce la misura in più punti (anche molte decine) e la costanza nel tempo, il tutto a costi più contenuti.

Tutti i campi sono uguali?

No. Esistono almeno tre categorie:

  • IR. Radiazioni ionizzanti (monitor, raggi x, naturali). Non ce ne interessiamo in queste faq.

  • NIR. Radiazioni non ionizzanti che comprendono:

  • alta (radio) frequenza (telecomunicazioni);

  • bassa frequenza (elettrici).

  • I loro effetti biologici sono diversi.

    Fanno veramente male?

    E' in assoluto la domanda che ricevo più spesso. La posizione che mi sembra più ragionevole è quella dettata dal “principio di cautela” utilizzato nel decreto 381/99, che è stato all'avanguardia nel mondo per quel che riguarda le radiofrequenze.

    Semplificando al massimo il principio di cautela può essere espresso così:

    in attesa di risposte certe da parte della ricerca, fissiamo come limite i valori considerati sicuri, eventualmente rendendoli ancora più bassi.

    Purtroppo a tutt'oggi non esiste in Italia una legge che applichi esplicitamente tale principio anche alle basse frequenze (elettrodotti, ecc.).

    La pensano tutti come voi? Da che parte state?

    Assolutamente no. Ci sono altre posizioni; le due più estreme in Italia asseriscono:

    1. I limiti devono essere ulteriormente abbassati per garantire la salute dei cittadini; ci sarebbero dei ricercatori indipendenti, al di fuori di correnti ufficiali, che hanno trovato dei valori di attenzione molto bassi. Tale posizione è sostenuta principalmente da comitati e associazioni di consumatori, nonché da alcune associazioni ambientaliste.

    2. Riporto letteralmente dall'introduzione del libro “Elettrosmog, un'emergenza creata ad arte” di Franco Battaglia: “...l'elettrosmog non esiste...”, “Chi va in giro per il Paese a misurare i campi elettromagnetici fa un lavoro inutile e dannoso...”, ”...dannoso perché procura un ingiustificato allarme”. Una posizione vicina è sostenuta, con toni meno accesi, dall'ex. Ministro della Sanità Umberto Veronesi.

      Io penso che il principio di precauzione, applicato senza isterismi e spese eccessive (alle quali sembrano particolarmente attenti i sostenitori della seconda posizione) , possa essere la migliore soluzione.

    Cosa dice il DI381/99?

    Il decreto in questione fissa i tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana per frequenze da 100 KHz a 300 GHz .

    I limiti di esposizione per la popolazione sono i seguenti:

    FREQUENZA f

    (MHz)

    Valore efficace di intensità di campo elettrico E (V/m)

    Valore efficace di intensità di campo magnetico H (A/m)

    Densità di potenza dell’onda piana equivalente S (W/m²)

    0,1 – 3 60 0,20 -
    3 ÷ 3.000 20 0,05 1
    3.000 – 300.000 40 0,10 4

    In corrispondenza di edifici adibiti a permanenze superiori a quattro ore, le misure di cautela ed obiettivi di qualità sono, indipendentemente dalla frequenza, i seguenti:

    Valore efficace di intensità di campo elettrico E (V/m)

    Valore efficace di intensità di campo magnetico H (A/m)

    Densità di potenza dell’onda piana equivalente S (W/m²)

    6 0,016 0.1

    è facile trovare su internet il testo completo della legge.

    Cosa fate quando venite a fare delle misure?

    dipende dalle misure commissionate. Descrivo il sopralluogo standard.

    La nostra squadra è composta da due tecnici che fanno un rilievo geometrico della zona, misurano i campi con strumentazione a larga banda (o analizzatore di spettro nei casi in cui è necessario) seguendo le regole CEI, quelle codificate di buona misura, le note attuative dei decreti; controllano le eventuali richieste dei regolamenti locali.

    In genere vengono scelti una decina di punti nei dintorni di ogni stazione emittente. La scelta viene fatta in base a due criteri fondamentali:

    1. Punti in cui la gente permane a lungo.

    2. Punti in cui, per la disposizione delle emittenti, si aspettano valori di campo più alti della zona.

    Il risultato finale del sopralluogo è una relazione con foto e tabelle, firmata da me o uno dei miei collaboratori (ingegneri e fisici).

    In base a quali criteri riuscite a dire quali sono i punti in cui il campo è più alto?

    Le antenne hanno dei lobi di radiazione che è possibile calcolare (servono i dati del costruttore e del gestore di telefonia); il nostro protocollo di misura prevede inoltre una analisi conoscitiva, con strumento in mano, del sito.

    Quali algoritmi usi per il calcolo del campo?

    La formula di Friis corretta con le riflessioni del suolo (o solaio).

    Nei rari casi in cui è necessario faccio il calcolo del campo vicino, ma ho bisogno di conoscere la disposizione degli elementi nell'antenna.

    In alcuni casi, per ampie aree, mi aiuto con modelli statistici che sono perfezionamenti del modello di Okumura.

    Sul tetto del mio condominio ci sono decine di antenne televisive e parabole satellitari. Quanto potrebbe essere il campo presente?

    Le antenne televisive e le parabole sono solo riceventi. Se non ci stanno antenne emittenti (stazioni radio base, elettrodotti, antenne di radio-amatoriali) si può stare tranquilli.

    Ho letto sui giornali che il mio telefonino produce a livello dell'orecchio campi più alti di 20 V/m. E' vero? Non dovrebbe essere incompatibile col DI 381/99?

    E' vero: alcuni telefonini, specialmente i TACS o i GSM più vecchi, producono durante i primi secondi della chiamata valori di 50 V/m o più; questo valore si assesta tra 10 e 20 V/m durante la comunicazione.

    Il decreto, però si applica solo ai sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi e quindi non ai cellulari.

    La protezione dalle onde in questo caso è demandata all'autodisciplina dell'utilizzatore: tenere il telefonino lontano dal corpo, usare l'auricolare (questo aiuta anche la sicurezza in auto, come dicono chiaramente le statistiche), non usare i cellulari a tecnologia TACS.





    Le domande più interessanti saranno pubblicate.


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